Dalla sostenibilità alla rigenerazione: ripensare la gestione delle destinazioni

Il turismo sta interpretando la transizione ecologica e digitale con un proprio modello, passando dalla sostenibilità alla rigenerazione, ovvero smettendo di concentrarsi sulla riduzione degli impatti e iniziando a ragionare nei termini di ripristinare attivamente luoghi ed ecosistemi, sostenendo le comunità locali ad abbracciare una visione di creazione di valore rivolta al lungo termine. Un ruolo chiave è esercitato dall’UE che – attraverso politiche, progetti e misure economiche –  mira a rendere le destinazioni più resilienti ed eque attraverso il turismo rigenerativo: governance inclusiva, dati migliori e supporto alle PMI, per rispondere alle crescenti pressioni derivanti dai cambiamenti climatici e dal sovraffollamento turistico.

Il cambiamento di mentalità

Da oltre due decenni, il turismo sostenibile è un principio guida per le destinazioni europee, così come definito dall’Agenzia delle Nazioni Unite per il Turismo: «tiene pienamente conto del suo impatto economico, sociale e ambientale, attuale e futuro, rispondendo alle esigenze dei visitatori, dell’industria, dell’ambiente e delle comunità ospitanti». Dagli hotel con marchio di qualità ecologica ai programmi di riduzione dei rifiuti, il settore ha ottenuto risultati tangibili. Eppure la realtà sul campo sta cambiando. Eventi meteorologici estremi danneggiano infrastrutture e attrazioni naturali, l’innalzamento dei mari minaccia i siti del patrimonio costiero e i flussi spingono comunità ed ecosistemi al limite. Nelle città – da Barcellona a Dubrovnik – i residenti hanno chiesto un maggiore controllo sull’impatto del turismo, mentre le aree rurali avvertono il rischio di perdere la propria identità a causa delle ondate stagionali di visitatori.

Tali pressioni evidenziano la necessità di evolvere e approfondire la sostenibilità nella pratica. Sulla base dell’agenda del turismo sostenibile, molte destinazioni europee stanno adottando un approccio rigenerativo, che estende la sostenibilità ripristinando ciò che è stato degradato, creando risultati netti positivi e lasciando luoghi e comunità più forti di prima. Con la nuova consapevolezza che il turismo – in sé – non può essere completamente rigenerativo, ma è un settore che ha l’opportunità di contribuire alla rigenerazione di ogni altra dimensione della società.

Turismo rigenerativo: lasciare un’impronta positiva

È dunque possibile definire rigenerativo un turismo che mira a migliorare la salute ecologica, la vitalità culturale e l’equità sociale attraverso l’economia dei visitatori, costruendo e rivitalizzando il capitale naturale, sociale ed economico. Si basa sulla gestione responsabile delle comunità locali (le persone come parte della natura), sulla permacultura (sistemi che si rinnovano) e sul pensiero sistemico (destinazioni come reti viventi, in cui l’ambiente, le persone e le loro attività economiche sono fattori interdipendenti).

Invece di contrapporre concetti diversi, gli approcci rigenerativi estendono la sostenibilità: mantengono l’efficienza e la riduzione dell’impatto (utilizzando meno risorse, riducendo gli sprechi, abbassando le emissioni) e aggiungono ripristino degli equilibri, reciprocità e benessere delle comunità locali, come risultati espliciti. La Commissione europea vede questo cambiamento di paradigmi come un’enorme opportunità: un approccio rigenerativo rafforza la resilienza, amplia la creazione di valore e conferisce un vantaggio competitivo.

Dalla visione alla pratica: politica, progetti e governance

sustainability EU tourism

Trasformare la rigenerazione da aspirazione a strategia praticabile richiede una governance solida e quadri politici di supporto. L’iniziativa “Sustainable EU Tourism – Shaping the Tourism of Tomorrow” aiuta le destinazioni ad allineare le transizioni verde e digitale con gli obiettivi culturali e sociali, incoraggiando una pianificazione place-based con strategie da adattare alle caratteristiche e alle esigenze specifiche di ogni territorio.

Il Transition Pathway for Tourism fornisce un quadro strutturato per questi cambiamenti, mappando le azioni chiave per gli stakeholder e collegandole ai flussi di finanziamento UE. La prossima Strategia europea per il turismo sostenibile 2026 integrerà la rigenerazione come obiettivo a lungo termine in tutti gli Stati membri.

A partire da forme di governance che, per essere efficaci, dovranno essere partecipative e multilivello. La gestione rigenerativa delle destinazioni turistiche spesso include assemblee di cittadini, consultazioni pubbliche e partnership multisettoriali, per dare voce ai residenti che intendono esercitare un ruolo attivo nel modello turistico, aumentando la condivisione di benefici e responsabilità economiche per rigenerare anzitutto la fiducia nel futuro.

Iniziative concrete di rigenerazione in tutta Europa

Sulla base delle migliori pratiche raccolte in tutti i Paesi UE, le destinazioni stanno mostrando come funzionano gli approcci rigenerativi sul campo:

  • l’economia della ciambella di Amsterdam – Applicazione del modello della ciambella alla politica turistica: limitazione della pressione nelle aree affollate, investimenti nella mobilità sostenibile e distribuzione dei benefici nei quartieri meno visitati.
  • strategie nazionali – Oltre a Slovenia Green, i paesi stanno ampliando programmi orientati alla rigenerazione, come Sustainable Travel Finland e l’Ecolabel austriaco per il turismo, aiutando le aziende e i comuni a progettare azioni orientate al restauro sotto un’egida nazionale coerente.
  • riserve della biosfera in tutta Europa – Le esperienze dei visitatori sono integrate con i finanziamenti per la conservazione: i ricavi sostengono il ripristino dell’habitat, i produttori locali e l’educazione culturale.
  • regioni irlandesi di transizione giusta – le ex aree di taglio della torba ora ospitano reti ciclabili e pedonali, ripristino delle zone umide e decine di imprese rigenerative guidate dalla comunità.
  • facilitatori delle PMI – progetti come CE4RT e Interreg Euro-MED Regenera4MED aiutano le PMI ad adottare modelli a basso impatto e incentrati sulla comunità, che riducono le pressioni e rafforzano la resilienza.
  • meccanismi di riconoscimento – i premi “Capitale europea del turismo intelligente” e “Green Pioneer” mettono in risalto le destinazioni che promuovono l’innovazione, l’accessibilità e la trasformazione verde, incoraggiando l’apprendimento tra pari.

Nuovi set di indicatori che riflettono la rigenerazione

Non puoi gestire ciò che non misuri. Le metriche di volume tradizionali (arrivi, pernottamenti) dicono poco sui risultati. Il set innovativo di indicatori di alto livello che si allineano al lavoro quotidiano dei professionisti simtur, sono fondati sulla capacità di carico, da intendere come parametri che monitorano e misurano 6 fattori:

  • condizioni dell’ambiente (stato e tendenze degli ecosistemi e delle risorse)
  • vitalità culturale ed economica (salvaguardia del patrimonio vivente e dell’identità locale)
  • benessere dei residenti (qualità della vita, soddisfazione, convenienza)
  • aspettative dei visitatori (con strumenti di misurazione del rapporto tra attese e percezioni, in termini di soddisfazione della visitor experience e della visitor journey)
  • distribuzione equa del valore (misurare gli effetti diretti, ma anche indiretti e indotti, che offrano la dimensione di come il profitto dell’economia dei visitatori possa essere diffuso e ripartito tra i diversi settori economici e con la comunità)
  • diritti delle generazioni future (capacità di custodire e ripristinare le risorse, per “lasciare una terra migliore di quella che si è ricevuta in eredità“).

Per questo motivo, simtur ha attivato il sustainable tourism competence center ed è stata inserita nella “Pact for Tourism Skills Forward Alliance“, iniziativa strategica della Commissione europea mirata a promuovere l’aggiornamento e la riqualificazione delle competenze dei lavoratori degli ecosistemi turistici.

Sfide e fattori abilitanti

Va tenuta in massima considerazione una serie di ostacoli:

  • molti sistemi premiano ancora la quantità rispetto alla qualità;
  • le destinazioni “minori” mancano di competenze specialistiche;
  • i mercati ancora sottovalutano il valore della rigenerazione.

Per questo motivo è necessario attivare fattori abilitanti, tra cui rientrano l’allineamento delle politiche con gli obiettivi climatici e di biodiversità, il rafforzamento delle capacità di enti e imprese, una potenziamento delle analisi condotte su grandi volumi di dati e – non da ultimo – una leadership partecipata che ascolti le priorità locali.

Gli strumenti di finanziamento UE supporteranno progetti pilota e fattori di scalabilità, senza vincolarsi a specifiche etichette di programma, man mano che i quadri di riferimento continueranno a evolversi nei prossimi mesi.

Immaginare insieme un futuro rigenerativo

vivere di turismo festival 2025

La transizione da un turismo estrattivo e basato sui volumi a modelli rigenerativi non è un’opzione ma una necessità: per questo motivo simtur dedicherà 3 sessioni pubbliche all’interno dell’iniziativa Vivere di Turismo Festival, che si terrà a Rimini il 19/20 novembre 2025.

Vi invitiamo a partecipare! E esortiamo coloro che intendono fare un passo avanti – e diventare protagonisti nel proprio territorio – a seguire i lavori della 13a assemblea generale simtur che si terrà il giorno prima – martedì 18 novembre alle ore 18.00 – che segnerà la transizione dai modelli basati sull’offerta territoriale all’economia dei visitatori, per un turismo rigenerativo.

labtur - laboratori di turismo

Il turismo rigenerativo è più di uno strumento di gestione: è un cambiamento di mentalità che sfida tutti gli attori – governi, iprese e visitatori – a considerarsi custodi dei luoghi che visitano. Se pienamente adottato, può trasformare il turismo in una forza che rigenera i paesaggi, rafforza le culture, sostiene economie eque e approfondisce il legame umano con il territorio.

Per chi non potesse proprio partecipare alle iniziative di novembre, simtur ha in progetto per il 2026 un grande tour nazionale di incontri per rappresentare le opportunità connesse all’economia dei visitatori e al turismo rigenerativo: città per città, borgo per borgo, campanile per campanile. L’iniziativa si chiama labtur: per saperne di più e capire come attivarti, visita il sito dedicato: labtur.it

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