Un’assemblea straordinaria di nome e di fatto, quella che attende le associate e gli associati simtur a Rimini il prossimo 18 novembre alle ore 18.00 presso il Palazzo dei Congressi. Già il titolo «La svolta rigenerativa» è un programma…
Sarà la Città di Rimini, una delle capitali del turismo italiano, ad ospitare i lavori della XIII assemblea generale simtur: appuntamento più che mai atteso per l’evoluzione che l’ecosistema professionale promette di compiere nel rinnovare l’impegno iniziato a Roma nel 2019.
Sei anni di innovazione pioneristica
simtur è stata istituita in un tempo che ancora non conosceva le crisi pandemiche, né le conseguenze che avrebbero indotto nella vita delle persone e, in particolare, nei settori della mobilità e del turismo. «Era un tempo in cui le città ancora non conoscevano i monopattini elettrici, né il bike sharing», chiosa il fondatore Federico Massimo Ceschin che aggiunge: «Prima di allora, operando per valorizzare i territori attraverso le forme più lente di mobilità – come i cammini e le ciclovie – ai tavoli istituzionali non si era considerati visionari o pionieri ma dilettanti allo sbaraglio, di fronte ai numeri ed ai profitti del turismo di massa».
Anche se lentamente, in questi 6 anni simtur ha fatto tanta strada. L’inserimento nel Forum dello Sviluppo Sostenibile del Ministero dell’Ambiente, l’adesione alla community del Patto europeo per il Clima (DG-Clima) e nel Patto rurale europeo (DG-Agri), fino al Patto europeo per le Competenze (DG-EMPL), anche attraverso il programma nazionale «piccole patrie» divenuto parte della più ampia iniziativa «Repubblica Digitale» promossa dalla Presidenza dei Consiglio dei Ministri.
«A inizio 2025, quando la Commissione europea ha dato vita ad una divisione dedicata al Turismo all’interno della DG Mobilità e Trasporti, abbiamo capito che la strada indicata da simtur era quella giusta – prosegue Ceschin – ma eravamo ancora lontani dall’immaginare che pochi mesi più tardi saremmo stati chiamati a far parte dell’Alleanza per le competenze future del turismo: una selezione che ci ha catapultati in una dimensione nuova, non soltanto per molteplicità di stimoli e connessioni, ma anche per la qualità delle frontiere di innovazione che si sono aperte».
La svolta rigenerativa
Tra i primi documenti circolati al tavolo tecnico, una raccomandazione del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE), ha consentito l’avvio di una riflessione ancora più profonda. Tra l’altro, vi si legge:
Si rende necessario sostituire gli approcci del turismo sostenibile, risultati insufficienti, con un approccio sistemico che integri gli aspetti ambientali e sociali e internalizzi quelle che finora sono state considerate esternalità: il turismo deve essere considerato come un sistema complesso, strettamente interconnesso al sistema ecologico e sociale.
E quindi occorre riesaminare nel profondo cosa si intenda per «successo turistico», abbandonando la consueta prospettiva del volume come guida principale alla pianificazione, alla gestione e al monitoraggio, definendo una nuova proposta di valore, molto più ampia e condivisa dalle parti interessate, al fine di superare il perseguimento di uno scenario di impatto negativo più o meno accettabile per passare, sulla base del turismo rigenerativo, a uno scenario di impatto positivo.
Il turismo rigenerativo è incentrato sulla natura e sulle persone e trae insegnamento dalla scienza e dalla tecnologia per gestire le complesse interrelazioni che legano turismo, società e ambiente, al fine di accrescere il capitale naturale, economico e sociale delle destinazioni come polo di prosperità.
L’assemblea straordinaria

Il comitato scientifico stcc – sustainable tourism competence center, composto da accademici e studiosi cross-disciplinari, professionisti e rappresentanti di realtà complesse e diversificate, di fronte a questo documento non ha avuto esitazioni: occorreva prendere atto di una grande trasformazione in corso, che bollava come “insufficienti” gli approcci del turismo sostenibile. E reagire con immediatezza.
A settembre sono iniziati i lavori di coordinamento scientifico ed è stato redatto il position paper “La svolta rigenerativa del turismo“, che contiene documenti ufficiali della Commissione europea e riflessioni del centro di competenza simtur. E. su queste basi, è stato chiesto al Consiglio direttivo di valutare la convocazione di un’Assemblea straordinaria per compiere tutti gli atti conseguenti.
Il 18 novembre sarà dunque una data storica per l’associazione e – forse un po’ ambiziosamente – anche per il turismo italiano: nascerà l’ecosistema professionale del turismo rigenerativo (regenerative tourism professional community).
Un momento importante, da seguire o comunque da non perdere di vista, che peraltro avrà immediatamente l’opportunità di incontrare numerosissimi portatori di interesse, grazie ai panel che simtur ha organizzato nell’ambito del Vivere di Turismo Festival, previsto proprio a Rimini nei giorni seguenti, 19 e 20 novembre.
«La visione di turismo rurale e del nuovo patto città/campagna sospinta in questi anni da simtur – unitamente all’impegno profuso per l’Italia “ostinatamente considerata minore” – trova nell’approccio sistemico del turismo rigenerativo un pilastro fondamentale», spiega Giovanni Antonio Sanna.
«Da anni, attraverso i magazine Enjoy prodotti con il marchio editoriale movability di simtur – fa eco Patrizia Lupi – sosteniamo l’importanza del ruolo delle comunità locali nel determinare la qualità dell’offerta territoriale e, per questa via, l’attrattività, la competitività e la sostenibilità dei sistemi turistici locali».
«Da queste visioni discende il modello destinazioni slow – illustra il direttore Virgilio Gay – che nei prossimi mesi è destinato a diventare un claim etico attraverso un tavolo tecnico coordinato da UNI – Ente Italiano di normazione, per diventare prassi di riferimento a disposizione di territori e comunità».
«Il ruolo del centro di competenze stcc è destinato ad ampliare ulteriormente il proprio raggio d’azione – conferma la coordinatrice Elisabetta Del Soldato – sia nella direzione di formare nuove classi dirigenti in linea con gli approcci del turismo rigenerativo, sia per consentire agli ampi e plurali territori italiani di allinearsi alle linee guida della prossima programmazione comunitaria».
«Il punto di atterraggio del turismo rigenerativo – conclude Paola Rizzitelli – è il benessere delle comunità locali e dei visitatori. Una visione olistica e multidimensionale che inseguo professionalmente da molti anni e che mi trova perfettamente in linea con le indicazioni che l’Europa intende applicare al turismo del futuro prossimo».
Per rimanere in contatto con simtur e conoscere le evoluzioni in corso, invia un breve messaggio a segreteriasimtur@gmail.com







