Il Manifesto del “turismo rurale”

Il turismo rurale promuove, valorizza e sostiene le comunità locali attraverso la creazione di destinazioni turistiche omogenee e integrate in una “filiera corta dell’accoglienza” che, ripartendo dalle plurali identità territoriali, disegna esperienze turistiche, attività culturali, sportive e ricreative, avendo cura di preservare la ricchezza e la bellezza del patrimonio ambientale e contribuendo allo sviluppo economico e sociale del Paese.

Per qualità della vita, stile e varietà di proposte, l’Italia può considerarsi un riferimento per l’ospitalità rurale, combinando fascino, prodotti fatti in casa a chilometri zero e genuinità di luoghi e persone, anche e soprattutto nelle aree interne. Per i viaggiatori in cerca di esperienze autentiche, i fattori determinanti sono l’estraneità ai flussi turistici di massa, la sensazione di essere coccolati, la disponibilità di buon cibo cucinato in casa e accompagnato da ottimi vini, combinato con le pressoché infinite opportunità di vivere attività all’aria aperta. I sottoscrittori del “Manifesto del turismo rurale” assumono un impegno a diffondere la consapevolezza della rilevanza e della consistenza del turismo nelle aree rurali e nei borghi come terzo pilastro del turismo italiano. E ne chiedono un pieno riconoscimento agli enti e alle istituzioni preposte alla promozione del turismo e del made in Italy.

Premessa

Il turismo rurale è una grande opportunità per oltre 6.000 Comuni italiani nelle aree interne e agricole, dove sono presenti oltre 16.000 agriturismi che oggi rappresentano il 61% dei posti letto nazionali. Ma anche straordinarie esperienze di comunità in territori sempre più impegnati ad implementare e migliorare l’offerta di accoglienza e ospitalità.

Per decenni l’Italia di provincia è diventata sinonimo di “minore”: le matrici rurali sono state abbandonate perché colpevoli di ricordarci tempi di sacrificio, di duro lavoro, di costanza nell’impegno, di ritmi lenti e sempre meno allineati alle esigenze della modernità, della globalizzazione e del consumismo. Si rende oggi oltremodo necessario realizzare una “filiera corta dell’accoglienza” che riparta dalle politiche di destinazione, dagli strumenti di informazione, da nuovi standard di ospitalità, da produzioni agricole e servizi di ristorazione finalmente integrati, da arti e artigianalità che rappresentano un immenso valore aggiunto per il sistema Italia nel suo insieme, che già può vantare una scelta pressoché infinita di esperienze autentiche e paesaggi, dai ghiacciai delle Alpi alle spiagge del Mediterraneo, passando per l’Appennino e le dolci colline delle aree interne (senza pensare alla varietà di malghe, fattorie, masserie, bagli, pagliai, trulli, agriturismi, aziende agricole, cantine, frantoi, ecc…).

Il manifesto in 10 punti

  1. Attraverso la visita e la conoscenza delle produzioni agricole e artigianali locali, dei prodotti e dei produttori locali, si scopre l’Italia più autentica ed emozionante.
  2. Attraverso cibi sani e di qualità, bio e km zero, dalla terra alla tavola con passione e maestria – seguendo la dieta mediterranea – il viaggio in Italia diventa unico e sublime.
  3. Attraverso la rete umile delle strade bianche e poderali, dagli argini fluviali alle terre alte, la mobilità dolce consente di fruire di itinerari e percorsi a piedi, in bicicletta, a cavallo, a vela, in canoa, con gli sci, le ciaspole e altri mezzi a basso impatto ambientale (compresa la mobilità elettrica), esplorando lentamente luoghi e paesaggi per scoprirne l’intimità e l’essenza.
  4. Attraverso le attività outdoor, all’aria aperta, così come con l’attività fisica e sportiva non agonistica, per viaggiatori ed escursionisti che possono ambire ad elevati standard di benessere e di salute.
  5. Attraverso il patrimonio immateriale (musica, letteratura, arti e artefatti, riti, ricette, tradizioni, processioni e feste popolari), custodito con cura all’ombra dei campanili, l’Italia trasmette la migliore immagine di sé nel mondo.
  6. Attraverso la promozione di destinazioni rurali, nell’Italia ostinatamente considerata “minore”, si offre un forte contributo alla diminuzione della pressione antropica dei flussi turistici nelle località afflitte da overtourism, offrendo anche nuove motivazioni di viaggio.
  7. Attraverso politiche di destinazione mirate a integrare l’offerta territoriale, si realizzano “filiere corte dell’accoglienza” con servizi ad elevato valore aggiunto che diversificano il reddito agricolo e gratificano l’esperienza dei visitatori.
  8. Attraverso gli stili di vita di provincia e i ritmi del tessuto rurale, sono possibili innovative forme di cittadinanza con modelli di produzione, trasporto, consumo e distribuzione più giuste e sostenibili.
  9. Attraverso la tutela e la valorizzazione dei paesaggi e degli ecosistemi rurali, all’interno e oltre i Parchi e le aree protette, si tutela la biodiversità e si contrastano i cambiamenti climatici.
  10. L’entroterra con i suoi piccoli paesi e borghi è il tessuto ideale per rigenerare esperienze di comunità che restituiscano senso di appartenenza e di prospettiva, contribuendo allo sviluppo locale e alla competitività dell’offerta turistica nazionale.

Scarica il manifesto

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Sottoscrivi e aderisci

Organizzazioni, Parchi, Aree protette, Gruppi di Azione Locale, Reti d’impresa, Consorzi, Aziende e Agriturismi possono sottoscrivere il Manifesto compilando il semplice modulo seguente:

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