Italia circolare organizza un seminario al TTG di Rimini per rispondere alla domanda: «C’è un tempo nuovo per il turismo? La risposta delle Accademie per preparare i professionisti di oggi e di domani». Con SDA Bocconi, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Università di Genova, Campus Lucca e simtur.
Il turismo globale è in fase di trasformazione profonda: la spesa globale in turismo dovrebbe toccare 11,7 trilioni di dollari. Nei prossimi 10 anni, la crescita dei posti di lavoro nel turismo sarà straordinaria: si stimano circa 91 milioni di nuovi posti entro il 2035, sfidando però al contempo:
- una crescente carenza di forza lavoro, stimata intorno a 43 milioni a livello globale;
- una incertezza sui profili professionali che saranno richiesti a quel tempo.
Ciò si collega direttamente o indirettamente non soltanto alle statistiche, ai trend o alle criticità che potranno essere presentate dagli scenari geopolitici, influenzando la domanda dei mercati: saranno le tecnologie digitali (AI, big data e IoT) a trasformare l’esperienza turistica, abilitando:
- dal lato della domanda: la iperpersonalizzazione dei viaggi, sempre più su misura;
- dal lato dell’offerta: nuovi modelli di governance territoriale basati su dati in tempo reale, virtualità ed esperienze immersive.
Va inoltre considerato che la digitalizzazione sarà fondamentale anche perché si presenterà come il driver più trasversale, capace di affrontare la complessità che deriva da interconnessioni sempre più accelerate. che spingeranno una gestione intelligente delle destinazioni (smart destinations) che – trovando la sostenibilità e l’economia circolare al centro delle sensibilità dell’opinione pubblica e delle politiche – dovrà disegnare una nuova agenda caratterizzata dalla capacità di offrire esperienze autentiche, comunitarie e orientate al benessere mentale e fisico. In un’industria che diventerà sempre più globale e multiforme, le destinazioni dovranno operare nel verso dell’accessibilità universale, dell’inclusione, della valorizzazione delle diversità (di tutte le diversità).
Per l’insieme di questi motivi, Italia Circolare ha chiesto di intervenire e portare un contributo a:
- Cristina Mottironi, Head Tourism Major – ACME Bocconi
- Enrica Lemmi, prof.ssa ordinaria di geografia UniPi e Direttore Scientifico Fondazione Campus
- Pietro Pagella, Project manager e antropologo culturale
- Renata Morbiducci, Professore Ordinario di Architettura Tecnica presso l’Università di Genova
- Federico Massimo Ceschin, presidente simtur
Il tavolo è stato coordinato da Paolo Marcesini, direttore Italia Circolare
Verso un turismo rigenerativo
In questo quadro, il turismo rigenerativo sarà il focus di questa nuova agenda, invitando a ripensare i modelli tradizionali e integrando dimensioni sistemiche e umanistiche per sviluppare competenze necessarie a rispondere a sistemi nei quali la sostenibilità non sarà più un’opzione ma un requisito imprescindibile.
Il presidente simtur, Federico Massimo Ceschin, ha suggerito al pubblico: «Immaginate di camminare in una destinazione turistica capace non soltanto di resistere e sopravvivere ai visitatori, ma in grado di rifiorire grazie al contributo di ogni singolo visitatore».
Profili professionali
Nuove figure professionali stanno già emergendo per rispondere alle esigenze del turismo rigenerativo e digitale: specialisti in economia dei visitatori sistemica, data analyst territoriali, esperti in governance partecipata e nudging, professionisti del benessere integrato, consulenti di modelli ed esperienze di turismo etico.
Saranno sempre più richieste competenze digitali avanzate (AI, big data, gestione di piattaforme ed ecosistemi digitali), ma unitamente a capacità di coprogettazione multilivello, competenze interculturali e di inclusività, leadership per la gestione della sostenibilità e della resilienza.
È essenziale il rafforzamento della formazione continua e il collegamento stretto tra mondo accademico, pubblico e imprese per colmare il gap tra domanda e offerta di competenze, garantendo una forza lavoro adeguata alle sfide del futuro.
Il ruolo di simtur
simtur, in quanto ecosistema professionale, valorizza la dimensione collettiva della conoscenza e della pratica: la formazione continua non è un processo individuale, ma un motore di innovazione condivisa che favorisce la co-creazione di soluzioni sostenibili, partecipate e orientate al valore comunitario. Questo approccio – grazie alla struttura tecnico-scientifica stcc / sustainable tourism competence center – rende il capitale umano dell’ecosistema più dinamico, capace di integrare competenze cross-disciplinari come il pensiero sistemico, l’economia dei visitatori e la governance collaborativa.
Investire nella lifelong learning significa dunque mantenere vivo il vantaggio competitivo degli oltre 250 professionisti associati, ma anche ampliare la rete di conoscenze e abilità a disposizione, facilitando l’adattamento ai nuovi scenari e sostenendo la missione di simtur di rigenerare territori, economie e legami sociali attraverso un approccio innovativo.
simtur assicura formazione continua e innovazione a destination manager, operatori e attivisti territoriali, contribuendo a sviluppare competenze trasversali di travel design, marketing territoriale, gestione della mobilità dolce e marketing digitale, con modelli che guardano con attenzione ai bisogni delle comunità locali e – insieme – alle aspettative dei visitatori. Nella stessa misura, contemplano le aspettative di redditività delle imprese ma anche i diritti delle generazioni future, trovando punti di equilibrio tra competitività e sostenibilità dello sviluppo.
Attraverso questa rete di associati altamente qualificati, simtur supporta i territori nella valorizzazione dei patrimoni materiali e immateriali, promuovendo modelli di turismo 5.0 basati su bellezza, lentezza e gentilezza. Favorisce la co-creazione di ecosistemi integrati di servizi, esperienze e comunità, grazie all’adozione di metodi di governance partecipata e all’uso di piattaforme digitali.








